Osteopatica Pediatrica | Osteopatia e Disturbi del Neurosviluppo: ruolo clinico
Il ruolo dell’osteopatia nella neurodiversità: prevenzione, individuazione precoce e supporto ai disturbi del neurosviluppo in ottica multidisciplinare.
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Osteopatia e Neurodiversità: ruolo clinico, prevenzione e lavoro multidisciplinare

Osteopatia e Neurodiversità: ruolo clinico, prevenzione e lavoro multidisciplinare

Negli ultimi anni il concetto di neurodiversità ha progressivamente sostituito una visione esclusivamente patologica dei disturbi del neurosviluppo, riconoscendo la variabilità delle traiettorie neurobiologiche come parte dell’esperienza umana. Condizioni come Autism Spectrum Disorder (ASD)ADHDDevelopmental Coordination Disorder (DCD), ipotonia e disfunzioni sensomotorie rappresentano espressioni diverse di uno sviluppo neurologico atipico, spesso multifattoriale.

In questo contesto, l’osteopatia non si pone come trattamento risolutivo della condizione neurodivergente, ma può trovare un ruolo significativo in:
– prevenzione secondaria,
– individuazione precoce delle deviazioni nello sviluppo,
– supporto funzionale all’interno di un approccio multidisciplinare.


Neurosviluppo, plasticità e sistemi corporei

Lo sviluppo del sistema nervoso centrale è un processo dinamico che coinvolge:
– maturazione corticale
– integrazione sensoriale
– sviluppo posturale
– regolazione autonomica

Le evidenze mostrano come fattori precoci (prenatali, perinatali e postnatali) possano influenzare le traiettorie di sviluppo attraverso meccanismi epigenetici e neuroplastici (Stiles & Jernigan, 2010; Hadders-Algra, 2018).

Alterazioni precoci di:
– tono posturale
– coordinazione
– reattività sensoriale
– regolazione autonomica

possono rappresentare segnali clinici iniziali di una possibile deviazione dello sviluppo neurofunzionale (Hadders-Algra, 2002; Einspieler et al., 2016).

L’osteopata, grazie alla valutazione globale del movimento, della postura, della funzione respiratoria e del comportamento adattativo del bambino, può contribuire a intercettare precocemente pattern disfunzionali che meritano approfondimento clinico.


Possibili contributi dell’approccio osteopatico

Dal punto di vista osteopatico, il neurosviluppo può essere osservato come risultato dell’interazione tra:
– sistema nervoso
– sistema muscolo-scheletrico
– sistema fasciale
– sistema viscerale
– sistema autonomo

In bambini con neurodivergenza si osservano frequentemente:
– alterazioni del tono (ipo/ipertonia)
– asimmetrie posturali
– rigidità cranio-cervicale
– disfunzioni respiratorie
– disturbi della regolazione vegetativa

(Stolwijk et al., 2021; Porges, 2011).

L’approccio osteopatico può quindi inserirsi come:
✔ intervento di supporto alla regolazione
✔ lavoro su restrizioni meccaniche e fasciali
✔ facilitazione della funzione respiratoria e vagale
✔ supporto alla modulazione sensoriale

Non con l’obiettivo di “normalizzare” il bambino, ma di ridurre interferenze biomeccaniche e neurovegetative che possono aggravare la disorganizzazione funzionale.


Prevenzione e individuazione precoce

Numerosi studi sottolineano come l’intervento precoce migliori significativamente gli outcome funzionali nei disturbi del neurosviluppo (Zwaigenbaum et al., 2015; Dawson et al., 2010).

L’osteopata, soprattutto in ambito neonatale e pediatrico precoce, può intercettare:
– ritardi nell’organizzazione motoria
– persistenza di riflessi primitivi
– scarsa variabilità del movimento
– difficoltà nella regolazione tonico-posturale
– disfunzioni della suzione-deglutizione-respirazione

(Einspieler & Prechtl, 2005; Hadders-Algra, 2010).

Questa osservazione clinica non ha valore diagnostico, ma può rappresentare un importante segnale di invio precoceverso:
– neuropsichiatra infantile
– fisioterapista neuroevolutivo
– logopedista
– terapista della neuropsicomotricità

contribuendo a una reale prevenzione secondaria.


Inquadramento multidisciplinare

Le linee guida internazionali indicano che il trattamento dei disturbi del neurosviluppo deve essere:
– individualizzato
– multimodale
– interdisciplinare

(NICE Guidelines, 2011; WHO, 2021).

L’osteopatia può inserirsi come:
🔹 supporto alla funzione
🔹 complemento alla riabilitazione
🔹 lavoro sul comfort corporeo
🔹 riduzione delle tensioni somatiche associate

in collaborazione con:
– neuropsichiatria
– riabilitazione neuromotoria
– psicologia
– logopedia
– terapia occupazionale

Un bambino neurodivergente non necessita di essere “aggiustato”, ma sostenuto in una traiettoria di sviluppo funzionale e adattativa.


Conclusione

L’osteopatia in ambito neurodiversità non si colloca come alternativa alla medicina o alla riabilitazione, ma come approccio complementare, orientato alla funzione, alla regolazione e all’individuazione precoce delle deviazioni nel neurosviluppo.

Il contributo dell’osteopata può essere particolarmente rilevante:
– nella fascia 0–3 anni
– nella valutazione globale del bambino
– nell’intercettazione di segnali precoci
– nel lavoro in rete con altri professionisti

In una visione moderna della neurodiversità, il ruolo dell’osteopata è quello di un clinico che osserva, accompagna e collabora, riconoscendo la complessità dello sviluppo umano e rispettandone la variabilità.

Luisa Miraglia


Riferimenti essenziali

– Stiles J., Jernigan T.L. (2010). The basics of brain development. Neuropsychology Review.
– Hadders-Algra M. (2018). Early human motor development. Neuroscience & Biobehavioral Reviews.
– Einspieler C., Prechtl H.F.R. (2005). Prechtl’s assessment of general movements.
– Dawson G. et al. (2010). Early intervention in autism. Pediatrics.
– Zwaigenbaum L. et al. (2015). Early identification of autism spectrum disorder. Pediatrics.
– Porges S.W. (2011). The Polyvagal Theory.
– WHO (2021). Comprehensive mental health action plan.
– NICE Guidelines (2011). Autism spectrum disorder in under 19s.

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